Solo un anno fa non avrei nemmeno pensato all’eventualità di appassionarmi ad un simile genere letterario. Non avrei mai nemmeno lontanamente preso in considerazione l’idea di poter comprare, aprire e sfogliare una lettura simile. Se solo un anno fa un’indovina, leggendomi la mano o i fondi del caffè, mi avesse detto che mi sarei appassionata a questo genere di lettura, le avrei risposto con una smorfia. Ero abituata a Stephen King e alle sue “reali paure”, ai classici come Poe, Jane Austen o altri e da quelli non mi schiodavo. O King o i classici. Punto. Fine. Stop. Ora invece, chissà per quale strano sortilegio, amo leggere Isabel Allende e Marcela Serrano. Sarà per l’influenza della mia migliore amica e dei suoi discorsi sulle due autrici che mi ha incuriosito, sarà perché con il tempo i gusti un po’ cambiano e sia ha voglia conoscere cose nuove e uscire dai consueti schemi di vita, sarà…
Sarà che ho letto queste due autrici per un esperimento, vedere l’effetto che mi facevano…In loro ho trovato le stesse emozioni, gli stessi meccanismi psicologici, gli stessi ragionamenti che scattano, in quanto donna, anche nel mio animo. In loro mi sono ritrovata. Me, trasformata in una delle loro protagoniste.
Soprattutto in “Paula” dell’Allende. Paula è la figlia di Isabel che sul più bello della sua vita si ammala, diventa un vegetale e muore fra le lacrime e le braccia di chi l’ha sempre amata e mai abbandonata. Ci sono passata. Certo non con una sorte così brutale, in fondo posso ritenermi fortunata, ma ho trovato nei sentimenti e nelle parole della scrittrice le stesse sensazioni che provavo io quando ero in ospedale, quando, da piccola, me la son vista brutta e quando,qualche anno dopo, lo stesso destino è toccato a mia madre. E’ come se in “Paula” io mi fossi ritrovata a vivere sia in Paula che in Isabel… provare la malattia sulla mia pelle e provarla indirettamente su quella di mia madre…Madre e figlia…come in “Paula”, come nella vita, insieme in un unico legame, insieme per combattere e cercare di superare…Io e mia madre ce l’abbiamo fatta.
Paula, purtroppo, ha dovuto salutare la sua e trasformarsi in ispiritu…