Mi dilania
Il tormentato ricordo di ciò che ero
L’antica superstizione
Urlata al deserto
Che s’insinua sotto pelle
Come una laconica maledizione
Accettata ma sofferta
E io mi sento scissa,
spettro di me stessa
abbandonata
fra i ruderi del suo passato
Mentre da sempre aspetto
Immobile
La stella destinata
Ad illuminare il mio cammino
E ad asciugare le mie lacrime
Dall’alto pietosa
Richiamata alla vita
Poesia dell’anima
Leggera me ne vado
Verso il domani.