Giselle

di Fabrizio Corselli

Inarca la gamba
oltre i confini
d'un cieco orizzonte
colei che danza
sulle punte dei piedi
come lance confitte
in un campo di guerra,
poiché così trafigge
ogni suo atono gesto
vivace altresì leggiadro,
del mio vuoto intelletto
scudi e corazze armate.
Si libra etereo in volo
fra i cilestri abissi
d'un limpido cielo
appena tinto di rosso
con ali di bronzo
e passo sì veloce
tra i folti prati
di quei campi sempreverdi
che solo della tua beltà
conobbero le armoniche forme.
Così, ho memoria
di quel tuo corpo danzante
ancora sospeso da terra,
a proibite altitudini
lontane dal mio cuore di poeta.

*Poesia dedicata all'opera scultorea "Giselle" dell'artista Domenico Zora*