Il gradiente

di Eleonora Matarrese

Partita per un lungo viaggio, la mente
si dice in gergo "per la tangente"
ci si chiede il perché e soprattutto il come
senza che la mente stessa arrivi a conclusione.

E quella stessa tangente, la sfacciata
un rapporto aveva di nascosto con il seno
come mani a prendere, le dita
di te direi verso coseno.

Non sai come mi senta intersecata
verso quell'X incognita perfetta
e gli angoli, non so più da che data,
altro non sono che lama al dolore linea retta.

Chissà che effetto fanno queste cose, diresti
sorridendo, a nessuna voce, mentre guardi
il quaderno a quadretti e correggendo testi
la tua mente anela ad altri fiordi.

Io nella regione mia di spazio a più di due tre dimensioni
tra ascisse e (dis)ordinate fremo a scalare,
non comprendo regole sintattiche e funzioni
le variabili son troppe in questo mare,

e se il sistema cui riferirmi vorrei, come sempre, è quello polare
brucio lo stesso, da punto a punto, all'infinito, le meningi
ρ rappresenta la coordinata radiale φ l'angolare
troverei libertà poetiche anche più spinte, se non fosse che tu fingi
e ben altre son le derivate, in quella trasformazione
se ti viene, sin troppo naturale, giocare
un po' con la lingua e le metafore in azione
lontano e solitario altro il versore da creare.