Il Gabbiano del Faro
Studio Trascendentale IIa Serie

di Fabrizio Corselli

Di un gabbiano l’innumere volo non s’arresta
tra le notturne e sideree tinte di un faro
la cui luce l’oblio, solo, conobbe tra le pupille di un cristallo
in dinamica e perpetua stasi alare, senza principio né fine.

Spezzasi, così, l’ala di colui che l’aere sublima in placido moto
finché irradiata venga la purpurea livrea maculata
dal sanguigno coagulo di un lontano esilio;

Così, come eterni continenti alla deriva
si ricongiungono gl’estremi di un’infinita meta
finché squassata e divelta sia la fibula
che di quel cosmo ambrato avvince
una singola ed immutata stella.

Negl’occhi di codesto gabbiano, si spengono
i cosmi solitari, collisi in un muto strato d’orizzonte,
finché di quell’unica e sola fulgida stella
a divampar il ricordo, lento, s’estingua.