E io ti chiamo amore

di Karina Andrea Olivera

Tu sfiori la mia mano,
i tuoi occhi mi catturano come una falena e la luce,
sei piccola e tenera,
nel tuo giaciglio di rose,
mentre la pallida luce di una luna primaverile
illumina la tua vita,
leggera e soave carezza degli angeli.

Mai creatura mi fu più cara,
mai voce più suadente,
la tua gioia,
la tua risata,
coinvolgente,
cristallina,
rasserena gli animi,
mi avvicina a Dio.

Tu sfiori la mia mano
e i nostri occhi s’incrociano,
ti guardo e m’innamoro,
ancora
e ancora,
di te,
come quel giorno,
il più bello tra i belli,
quando venisti alla luce,
tra lacrime e dolore,
come ogni giorno da che esisti,
quando chiami mamma,
e io ti chiamo Amore.