C’è silenzio nella mia vita
Come una chiesa d’inverno,
come un deserto infuocato,
un silenzio che mi conosce,
che mi entra dentro come una ferita.
Te ne sei andato una sera d’autunno,
mentre le foglie degli alberi ornavano viali e contrade,
il giorno che si glorifica S.Francesco,
nell’ora che ci era più cara.
Ora la nostra casa non sa riconoscerci,
ci muoviamo lenti, affaticati, persi in un vuoto dentro,
uno spazio che nessuno potrà più riempire,
di tutto quello che eri e sei.
Come guardare avanti, mentre tu indietreggi?
Come sentirci vivi con la morte nel cuore?
Tu sapevi cos’era l’amore…
Tu ti offrivi come il più bello tra i doni.
Nella triste ora degli addii,
siano le lacrime il nostro epitaffio,
perchè non c’è parola che possa risanare un cuore che soffre,
perché niente di quel che possiamo pronunciare,
potrà rendere reale quanto noi ti abbiamo amato
e quanto tu fossi speciale.
Cucciolo adorato,
amico fedele,
che il Santo che ti ha accolto
ti stia accarezzando,
che tu abbia prati e colline verdi dove correre e giocare,
che la tua ciotola sia sempre piena
e il tuo giaciglio al sicuro, pulito e caldo.
Addio King,
addio mio adorato!
Ringrazio Dio per quel giorno che ti ho trovato,
per quel tuo muso dolce
e quegli occhi grandi, neri, profondi, come il più magnifico degli abissi,
occhi puntati sempre su di me, su di noi, la tua famiglia, la tua casa,
…e tu… la NOSTRA.